Sardegna Trasporti: continuità territoriale e carrette del mare.
12 giugno 2010 | Di: Redazione EC Sardegna
Leggendo un articolo a pagina 13 su L’unione Sarda di ieri 11 giugno, mi viene spontaneo riflettere sui finanziamenti che lo Stato concede alla Tirrenia per coprire le tratte di collegamento della Sardegna alla Penisola; penso a quanto sia scadente il servizio fornito in regime di continuità territoriale….. al confronto la flotta navale fenicia era all’avanguardia!
Penso alle tante umiliazioni e disagi che sono costretti a subire i Sardi che si servono degli attuali mezzi di trasporto marittimo; in particolare quelli del sud dell’Isola, i quali non possono usufruire del regime di concorrenza.
La continuità territoriale prevede il collegamento aereo o navale a tariffe agevolate per i residenti di isole o territori disagiati o poco collegati, ma non si occupa del modo o del tempo che si impiega per coprire la tratta interessata. Infatti, poco importa se, nella fattispecie, alla nave, durante la navigazione, all’improvviso si spegnesse uno dei motori che, guarda caso, farebbe economizzare sul costo del viaggio a discapito del tempo di percorrenza; non mi spiego, altrimenti perché per raggiungere Civitavecchia da Cagliari si impiegano 17 ore in condizioni di mare favorevoli (anche 48 ore, invece, se le condizioni meteomarine sono avverse)? In epoca in cui si coprono distanze siderali in minor tempo forse sarebbe opportuno, aggiornare i nostri mezzi di trasporto marittimo.
Immaginiamo un viaggio che da Cagliari ci porta a Civitavecchia o nel sud della Penisola: se da Cagliari una famiglia volesse andare in Puglia con la propria auto, o si sobbarca un viaggio di circa 17 ore o con la propria auto si reca ad Olbia dove vige il regime di concorrenza tra diverse compagnie marittime, e, lì, miracolosamente, la tratta Olbia Civitavecchia viene coperta in sole ore 4,45. Sbarcati a Civitavecchia, si imbocca l’autostrada e prima che la nave da Cagliari sia giunta a Napoli, la nostra ipotetica famiglia ha già raggiunto la Puglia in auto.
Oppure immaginiamo che la suddetta famiglia voglia spostarsi nei mesi estivi o sotto le festività: se non ha prenotato il biglietto 4 mesi prima diventa impossibile trovare posto sulle navi di qualsiasi porto sardo.
In conclusione, allora, mi chiedo spontaneamente, per i nostri politici che significato ha continuità territoriale?
A chi serve il regime di monopolio da Cagliari, non sarebbe il caso di risparmiare denaro pubblico introducendo il regime di concorrenza?
Un solo dato, fra il 2007 e il 2008 Tirrenia ha perso da Cagliari ben 80 mila viaggiatori.
Invito chiunque avesse analoghe testimonianze di viaggio, a segnalarle sul blog.
In: Infrastrutture, Politica, Trasporti


5 Responses to Sardegna Trasporti: continuità territoriale e carrette del mare.
Maurizio
13 giugno 2010 alle 06:24
Non sapevo di queste differenze, ho fatto solo una volta la tratta Genova-Porto Torres ed una Livorno-Olbia, ma se ci impieghi 17 ore una volta è un’esperienza diversa dal solito, da giovani può risultare anche divertente, ma se sei un residente è un calvario.
gebuono
13 giugno 2010 alle 09:11
sì anche per me quella tratta ha il sapore dell’esperienza avventurosa. Ricordo, più di 10 anni fa, un viaggio con mio cugino alla volta di Cagliari, poi proseguimmo per la mia Barbagia, c’era la “Montagna Produce”. Fu un’odissea che duro oltre 20 ore, ma per noi fu una festa.
Scherzi a parte, il problema è serio, da Cagliari non c’è concorrenza, occorre andare sempre a Olbia e qualche contraccolpo sulla mobilità di merci e persone, residenti e turisti, questo qualcosa lo comporta.
Carletto!
13 giugno 2010 alle 21:16
Il problema della Tirrenia è che è una Alitalia dei mari. Capace solo di ingoiare risorse. Sempre le stesse persone a gestirla da sempre. Dico io, cattiva gestione proviamo a cambiare! Invece nulla. Ora si dovrebbe privatizzarla
estremocentrosardegna
14 giugno 2010 alle 08:44
Il fatto è che le navi della Tirrenia che coprono le tratte da e per Cagliari sono delle vere e proprie carrette del mare, sarebbe ora che la Tirrenia aggiornasse la flotta.
Ricordo che un paio di anni fa dalla nave che proveniva da Palermo caddero alcuni camion in mare e la nave in balia delle onde per alcuni giorni rischiò pure di affondare.
L’anno scorso, mi è capitato di percorrere la tratta Civitavecchia – Olbia in pieno inverno in 5 ore con il mare molto mosso, logicamente non con la Tirrenia, vi posso assicurare che la motonave nemmeno si muoveva… viaggiammo benissimo e arrivammo ad Olbia freschi e rilassati; la nave Tirrenia partì da Civitavecchià due ore prima della nostra arrivò ad Olbia dopo oltre 12 ore in balia delle onde e i passeggeri poverini scesero dalla nave distrutti.
Penso che il Ministrero dei Trasporti non debba dare dei finanziamenti a delle compagnie navali che non rispettano i tempi di percorrenza, che fanno viaggiare le persone come le bestie in delle navi vecchie come l’Arca di Noè.
La continuità territoriale dovrebbe consentire ai Sardi e alle loro famiglie di potersi spostare dignitosamente come e quando lo desiderano, e i residenti nel sud Sardegna per prendere una nave e recarsi nella Penisola, non dovrebbero essere costretti ad andare fino ad Olbia.
Penso che sia ora che i politici sardi comincino ad occuparsi dei problemi del popolo che gli ha eletti a cominciare dal diritto alla continuità territoriale… in regime di libera concorrenza.
salvatore deligia
30 agosto 2010 alle 23:37
preferisco pagare di piu’ e viaggiare con le altre compagnie che con la tirrenia, come faccio anche con le compagnie aeree a discapito dell’alitalia che non meritano a bordo la presenza di appartenenti alla civilta’ sarda. Questa gente deve imparare il rispetto dei nostri soldi onestamente guadagnati e non trattarci come se stessero facendoci un favore.