Bocche di Bonifacio in pericolo!

18 giugno 2010 | Di: Redazione EC Sardegna

Patrimonio mondiale da tutelare. Speriamo che alle firme seguano anche i fatti!

La   Sardegna         ancora         protagonista  di   un importantissimo evento di carattere internazionale. Lo scorso 16 giugno, i Ministri dell’ambiente italiano Stefania Prestigiacomo e francese Jean Luis Barloo hanno firmato il protocollo d’intesa con il quale si sancisce la nascita del Parco Internazionale delle Bocche di Bonifacio.

L’istituzione di questo parco, è solo il primo passo per identificare quest’area tra le più sensibili al mondo dal punto di vista ambientale. Quest’area purtroppo, è minacciata giornalmente dal transito di imbarcazioni che trasportano carichi pericolosi ed altamente inquinanti provenienti da ogni parte del mondo: petroliere, gasiere, chimichiere, la maggior parte delle quali, risultano essere vecchie o non dotate del doppio scafo di sicurezza.

Con la firma di questo trattato, l’Italia e la Francia uniscono le forze e si impegnano a far sentire la loro voce in sede internazionale per attirare l’attenzione dell’Onu, affinché intervenga imponendo il divieto di transito nello Stretto di Bonifacio a queste imbarcazioni.

La collaborazione tra Sardegna e Corsica, dovrà portare a regolarizzare severamente il traffico evitando il transito di navi che trasportano sostanze pericolose, con l’obbiettivo immediato di tutelare le Bocche di Bonifacio e l’habitat naturale circostante.

Per il futuro invece, l’obbiettivo è quello di arrivare ad imporre il divieto di transito per queste imbarcazioni che rappresentano giornalmente una reale minaccia per le coste italiane e  francesi. Un incidente in queste acque infatti, comprometterebbe l’intero ecosistema marino e costiero, senza considerare le ripercussioni negative su tutto il settore turistico di queste incantevoli coste.

Nelle Bocche di Bonifacio, la navigazione è molto rischiosa e complicata: per effetto delle correnti e dei venti molto forti, per la morfologia della costa frastagliata, per i bassi fondali e per le secche esistenti dovute alla presenza di numerose isole e scogli affioranti. E’ un vero miracolo che fino ad oggi non sia capitato mai nulla, ma considerato che lo Stretto è trafficato annualmente da migliaia di imbarcazioni che trasportano carichi pericolosi, quello che non è successo fino ad oggi può accadere in un attimo.

Questo meraviglioso tratto di mare che separa la Sardegna dalla Corsica, largo appena 12 Km, dove si affaccia l’incantevole Arcipelago della Maddalena, ha suscitato l’interesse di tantissime associazioni ambientaliste tra cui Greenpeace, le quali hanno cercato di sensibilizzare gli organismi internazionali ad occuparsi di questo grave pericolo ambientale. Nulla possono infatti, l’Italia e la Francia, perché un divieto di transito a queste pericolose imbarcazioni, può essere imposto solo dall’ONU.

Penso che l’ambiente, non debba essere oggetto di discussione internazionale solo quando ci sono emergenze e catastrofi naturali, ma deve esserlo soprattutto per la sua tutela e difesa come bene di primaria importanza. La speranza è che questo storico protocollo d’intesa non resti lettera morta e che alle firme seguano anche i fatti. Il compito del governo italiano quindi, è impegnarsi ad inoltrare all’ONU, la richiesta di vietare a tutte le Nazioni del mondo, di transitare nelle Bocche di Bonifacio, con imbarcazioni cariche di sostanze pericolose. Sarà invece compito della Regione Sardegna, nella fattispecie dell’Assessore all’Ambiente, fare pressioni, affinché questa richiesta non finisca nel dimenticatoio del Governo Centrale, il fine è di scongiurare il giornaliero pericolo di vedere nei nostri mari catastrofi come quella del Golfo del Messico.

Rosa Fausta Bassu

In: Agricoltura, Energia e Ambiente, Politica, Trasporti, Turismo

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